Il latte che troviamo negli scaffali fuori dal frigorifero è detto UHT (Ultra Hight Temperature) e rispetto alle altre tipologie di latte che invece troviamo nel frigorifero viene anch’esso trattato termicamente ma in maniera più incisiva e, anche grazie al tipo particolare di confezionamento, dura diversi mesi e può essere conservato a temperatura ambiente (se la confezione rimane chiusa). 

Per quanto riguarda il contenuto in grasso, oltre all’intero e al parzialmente scremato troviamo facilmente anche il totalmente scremato. 

Troviamo anche l’alta digeribilità ma NON l’alta qualità che, per legge, può essere solo fresco.

Ovviamente, qualitativamente parlando, il latte UHT risulta più scadente rispetto a quello fresco poiché il trattamento termico che subisce altera le sue componenti. Si tratta quindi di un prodotto decisamente impoverito.

La materia prima di partenza può comprendere il latte crudo che arriva direttamente dalla stalla ma anche il latte fresco invenduto che ritorna alla Centrale del Latte poco prima della sua scadenza che ha già subito un primo trattamento termico. Anche per questo motivo il prodotto che ne deriva è sicuramente stressato.

La sua praticità nella conservazione però lo rende prezioso in moltissime situazioni nelle quali reperire un prodotto fresco diventa difficile oppure quando non si può rispettare la catena del freddo. Specialmente in quest’ultimo caso, è meglio consumare un prodotto qualitativamente più scarso che un latte fresco che non è stato mantenuto in regime di refrigerazione.

Ovviamente in commercio esistono molti marchi. Se non avete altri elementi per decidere a quale azienda affidarvi…vi consiglio di scegliere il latte italiano!

Ricordate che la qualità merita di essere pagata ad un giusto prezzo.

Laura Faedda

Annunci