Il prodotto finale della digestione dei carboidrati a partire dagli amidi vegetali, è il glucosio.

Sarebbe meglio che il nostro organismo si ricavasse questo zucchero da solo partendo dagli zuccheri complessi (amidi).

Il fruttosio è un altro zucchero semplice e, come si intuisce dal nome, lo troviamo nella frutta e nei vegetali.

Introducendo lo zucchero raffinato l’assorbimento a livello intestinale è troppo rapido.

Aumenti e abbassamenti rapidi di glucosio nel sangue vengono mal tollerati dal nostro organismo che passa da stati di iperglicemia a stati di ipoglicemia e in entrambi i casi si rischia la morte.

L’organo chiave in questo caso è il pancreas. Nella parte centrale di quest’organo si trovano le isole di Langerhans che hanno il compito di regolare la glicemia nel sangue producendo due ormoni, l’insulina e il glucagone.

Il glucagone viene secreto per alzare la glicemia, invece l’insulina è deputata ad abbassare la quantità di zucchero nel sangue.

Ma come fa l’insulina a svolgere il suo compito? Intanto immagazina il glucosio nei muscoli sino a che può, poi fa delle scorte nel fegato sotto forma di glicogeno e infine trasforma le molecole di glucosio in grassi di deposito.

Se l’aumento di glicemia è lento, la risposta pancreatica sarà modulata.

Invece, con l’utilizzo di cibi ad alto indice glicemico,come nel caso degli zuccheri raffinati, la risposta pancreatica sarà meno graduale e come effetto finale si avrà molta insulina circolante.

Con troppa insulina in circolo si avrà un drastico abbattimento degli zuccheri nel sangue (ipoglicemia) che determinerà nell’individuo stanchezza fisica e mentale tanto da indurlo a consumare altri zuccheri per sentirsi meglio. Questi alti e bassi provocheranno perenne stanchezza e tendenza al sovrappeso o obesità e progressivo rischio diabetico di tipo 2 (diabete mellito alimentare).

A questo punto è utile sapere che l’indice glicemico è un valore percentuale che rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di un determinato cibo rapportato alla velocità di innalzamento della glicemia provocata da un alimento di riferimento che normalmente è il glucosio il quale ha un undice glicemico pari a 100.

È bene preferire cibi con indice glicemico basso (inferiore a 60).

I cibi apartenenti alla famiglia dei carboidrati che hanno un indice glicemico basso sono in generale frutta e verdura con alcune eccezioni (carote, patate, zucca, melone e anguria). Anche i cereali integrali hanno un basso indice glicemico insieme alla frutta secca oleosa… Invece i carboidrati con alto indice glicemico sono ad esempio i dolci e le bevande zuccherate, il pane bianco, la pasta bianca e il riso bianco.

È chiaro che se si esagera con il cibo, anche se si tratta di carboidrati a basso indice glicemico, i problemi per la salute restano. È altrettanto chiaro che è più facile perdere il controllo basando la propria alimentazione su cibi ad alto indice glicemico i quali saziano ma nutrono di meno.

La cosa migliore da fare è smettere di assumere dolci molto dolci e bevande zuccherate.

Meglio preparare i dolci in casa con ingredienti più naturali del saccarosio dei quali parleremo nell’articolo dei dolcificanti alternativi. Oppure leggere attentamente le etichette per assicurarsi che, nei prodotti che compriamo già pronti, vengano utilizzati dolcificanti naturali.

Intanto potete leggere l’articolo sullo zucchero integrale

Dolce vita a tutti!

Laura Faedda

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