“Quando è stata l’ultima volta che avete assunto antibiotici?” questa domanda mi risuona ancora chiara in testa e pensare che sono passati diversi anni ormai da quando il mio prof. di Anatomia Patologica la fece a bruciapelo a noi studenti al primo anno di Università!

Ovviamente demmo la risposta sbagliata perchè la verità è che assumiamo un pò di antibiotici quasi tutti i giorni, attraverso gli alimenti di origine animale.

Infatti sono sempre più presenti gli antibiotici in pesce e carne proveniente da allevamenti intensivi, cioè da animali costretti ad assumere farmaci miscelati all’acqua che bevono senza i quali si ammalerebbero ( se ve la siete persa, andatevi a vedere la puntata di Report sulla “Resistenza Passiva”).
Purtroppo questo smisurato uso di antibiotici a scopo preventivo in ambito zootecnico ed ambientale ed un uso senza criterio in medicina ha portato ad una selezione darwiniana, cioè l’interazione tra i batteri e l’ambiente ostile in cui si sono venuti a trovare per anni ha favorito quelli che, per puro caso, avevano subito una mutazione che li ha avvantaggiati rispetto ad altri. Questi batteri si sono poi riprodotti in maniera esponenziale e il risultato è che in alcuni casi ci ritroviamo senza armi per combattere le più banali infezioni.
L’antibiotico resistenza è diventata un’emergenza mondiale tanto che è stato il tema principale ad essere affrontato nell’ultima assemblea tenutasi il 21 settembre 2016 a New York nella 70esima sessione dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Secondo la rivista scientifica The Lancet Infectious Diseases, i nuovi “super batteri” potrebbero uccidere una persona ogni 3 secondi entro il 2050.

Quello che ci attende non è molto roseo se non si fa il possibile per cambiare abitudini come evitare di assumere antibiotici in maniera impropria per curare le infezioni virali.
Un tipico esempio di antibiotico resistenza l’ ho appena vissuto in famiglia: mia mamma è risultata positiva all’Helicobacter pylori, un batterio che colonizza la mucosa dello stomaco e causa gastrite cronica, ulcera peptica e cancro allo stomaco. Ha dovuto sottoportsi a ben tre diversi cicli di terapia antibiotica, associando antibiotici diversi da assumere per dieci giorni, prima di eradicarlo!
Questo è solo un banale esempio andato poi a buon fine ma quando non sapremo più come combattere questi microscopici nemici, come faremo? Non ci resta che sperare che l’Assemblea generale Onu individui soluzioni concrete.

Nel frattempo , quando ci prenderemo la prossima influenza, pensiamoci due volte prima di ingoiare a cuor leggero un antibiotico e facciamo ricorso a rimedi naturali!
Samantha Napoli

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