Quando mi sono iscritta all’Università non ero perfettamente consapevole di cosa avrei visto affacciandomi nel mondo delle Produzioni Animali. Non mi pento però della scelta fatta perché senza quell’esperienza non sarei arrivata a pensare come adesso. 

Soltanto ora posso dire la mia opinione perchè ho studiato bene quel mondo, nei minimi dettagli. 

Secondo me,  ci sono due tipi di persone laureate, quelle che si laureano e mettono in pratica gli insegnamenti appresi e quelli che si laureano e poi iniziano a rielaborare con la propria testa quello che gli è stato insegnato.

Durante gli studi ho visitato i migliori allevamenti, quelli tecnologicamente avanzati, famosi, adatti per dare un esempio e, con i miei colleghi di studio, ho allevato a scopo didattico galline e conigli proprio dentro all’Università.


Sono entrata in capannoni enormi e puzzolenti pieni di polvere, illuminati da lampadine e con enormi ventole e tappeti rotanti pieni di deiezioni e file infinite di gabbie piene di polli o conigli costretti a vivere in un ambiente malsano, stressante. Conigli con le unghie talmente lunghe da incastrarsi nella gabbia. Nelle gabbie lo spazio è praticamente inesistente. Immaginatevi dentro ad una gabbia piccolissima da condividere con una o due persone dentro un locale che ha centinaia di gabbie uguali. Non vedreste mai la luce del sole, la pioggia, non sentireste il vento, non vi accorgereste delle stagioni che cambiano. Sarebbe come nascere e vivere dentro ad una discoteca affollata ma dove nessuno si diverte e soprattutto dove nessuno ha scelto di stare.

Ho visto troppe volte bovini stare con le zampe affondate per metà nelle loro deiezioni. In sala mungitura viene pulita solo la mammella. Per il resto c’è cacca ovunque. I bovini degli allevamenti intensivi non sanno cosa sia un pascolo. Se pascolassero vivrebbero più puliti e sarebbero meno stressati e si ammalerebbero di meno e avrebbero bisogno di meno medicinali. Provate voi ad avere costantemente i piedi a bagno in una lettiera sporca. 

Avete mai sentito parlare di muta forzata? Io sì perché l’ho fatta subire ad alcune galline per motivi di studio. Praticamente ad un certo punto della vita produttiva (perché la vita in questo campo è solo a scopo PRODUTTIVO) le galline iniziano a produrre meno di un uovo al giorno. Per fare in modo che “riprendano il ritmo” si fanno andare in muta forzata. Quindi si scelgono, si mettono in una stanza senza finestre ovviamente in gabbia, e si regolano dei cicli di luce (artificiale) e buio, si raziona da mangiare e da bere seguendo un particolare protocollo in modo che le galline perdano il 30% del loro peso cercando possibilmente di non morire (ma qualcuna muore). Ad un certo punto cadranno le piume (ecco perché si chiama muta forzata) e avremo ottenuto una gallina rinnovata capace di produrre nuovamente un uovo al giorno. Beh io ho semplificato parecchio eh…ma tanto per farvi più o meno capire.

Quando ho visto un macello di suini è stato il top. Raccontarvelo non renderebbe l’idea ma vorrei solo riuscire a spiegarvi come mi sono sentita. 

In tante di queste situazioni mi sono davvero vergognata di essere umana. È troppo facile comprare una fettina di carne in un vassoio di plastica e non sapere niente. Non provare angoscia pensando a quei maiali che mi sono corsi incontro per farsi grattare totalmente fiduciosi e ignari del loro scopo nel mondo.

Ma anche se foste convinti che gli animali debbano essere al nostro servizio, vi sembra giusto che debbano subire tutto questo?

Vi sembra giusto che un vitello non possa mai essere allattato dalla propria madre? E che la madre non abbia mai visto un toro? Vi sembra normale che si faccia la sincronizzazione degli estri somministrando ormoni per tutta la vita PRODUTTIVA e che le bovine, ad esempio, siano sempre e perennemente gravide? Voi donne vi immaginereste sempre incinte e sempre a produrre latte? Quanto riuscireste a vivere?

Ma davvero credete che i prodotti che derivano da questi allevamenti siano buoni e genuini? Non lo sono per niente. Non si possono confrontare carne e altri prodotti di origine animale provenienti da queste pratiche con i prodotti di un allevamento che rispecchia i ritmi della natura e rispetta il benessere animale (quello vero però).

I prodotti di un allevamento etico saranno certamente più costosi ma la loro qualità sarà sicuramente più elevata. Probabilmente ce li potremmo permettere meno spesso ma ci riapproprieremo della vera dieta mediterranea e rispetteremo sicuramente di più ambiente e animali.

Laura Faedda

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