C’erano una volta i vecchi mulini e il pane si faceva con le farine appena macinate ottenendo un alimento con tutte le proprietà del chicco integro.

Purtroppo, l’abitudine di usare farine raffinate come la doppio zero risale agli anni ’50 circa quando le industrie hanno iniziato a setacciare la farina raffinandola.

Con questo procedimento viene separata la parte amidacea dalle altre parti del chicco (germe e crusca) più ricche di elementi vitali e si ottiene una farina MORTA e quindi durevole nel tempo. La farina integrale invece è facilmente deteriorabile e conserva per poco tempo i suoi nutrienti. 

La raffinazione della farina ha fatto la fortuna dell’industria alimentare poiché permetteva di accorciare i tempi di produzione e aumentare il guadagno. Con la farina raffinata si son potuti realizzare prodotti invitanti e a lunga conservazione. Avendo eliminato il germe dal chicco, si sono eliminati i grassi e quindi i problemi di irrancidimento.

I prodotti realizzati con farina raffinata sono privi di vitalità, forniscono calorie vuote perché forniscono energia ma non vitamine e minerali.

Raffinare significa accorciare i tempi di cottura dell’alimento per adattare il tutto alla vita moderna dove tutto dev’essere veloce. Raffinare significa anche favorire l’appetibilità. Lo zucchero grezzo è quasi amaro, mentre raffinato diventa molto dolce. La farina integrale ha un gusto “complesso” ma raffinata diventa più appetibile.

L’aspetto assurdo di tutta questa faccenda degli alimenti raffinati è che prima li raffiniamo togliendo loro dei componenti e poi gli stessi componenti li vendiamo a parte sotto forma di integratori ad un prezzo altissimo. Infatti a furia di mangiare cibi raffinati, soffriamo di carenza di questo e di quello e poi abbiamo bisogno di reintegrare. Non è un paradosso?

Pensate che raffinando la farina perdiamo quasi il 90% del magnesio, circa il 75% di ferro, l’85% di manganese e oltre il 50% di calcio, potassio e fosforo.

È stato scientificamente dimostrato che chi consuma cibi raffinati ingrassa di più e più velocemente di chi consuma cibi integrali.

Farina, sale e zucchero raffinati sono i tre ingredienti base dell’industria moderna usati nella preparazioni di largo consumo. Il loro utilizzo crea dipendenza e nuoce all’organismo.

Gli alimenti ottenuti da farine bianche hanno un alto indice glicemico. Al contrario, anche essendo dei carboidrati, grazie al contenuto di fibra e altri nutrienti, i prodotti ottenuti da farine integrali sono più nutrienti, forniscono più energia e, avendo un indice glicemico più basso, saziano più a lungo. Per questo le farine integrali vanno preferite alle altre ma è meglio scegliere quelle BIOLOGICHE.

Sono sicura che, se inizierete a scegliere alimenti integrali, vi accorgerete presto di quanto, in confronto, i cibi che avete sempre mangiato prima risultino insapori. Provate con un semplice piatto di pasta condito semplicemente. Finalmente la pasta ritroverà UN SAPORE.

Fonte: http://pin.it/AE3tz1n

Laura Faedda

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