Dopo le mangiate in compagnia che ci hanno accompagnato durante queste feste, ci siamo trovati a gestire “gli avanzi” ma, a parte la loro gestione dal punto di vista microbiologico che ho affrontato in post precedenti, vi siete mai chiesti se tra i vari contenitori per il cibo uno vale l’altro?

Fonte: http://pin.it/ijBMs58

Purtroppo molte volte si ignora anche che certi contenitori non siano affatto adatti per contenere del cibo.

Quella che comunemente viene definita plastica non è tutta uguale. Per gli alimenti si utilizza una plastica adatta e sul contenitore viene stampata l’icona raffigurante una posata e un bicchiere che sta a significare che possiamo usarla a contatto con il cibo. Troveremo anche altre icone che, ad esempio, ci dicono che possiamo usare il contenitore in microonde oppure in lavastoviglie ecc.

Una plastica qualunque non può e non deve essere messa a contatto con gli alimenti perché non si sa a cosa era stata adibita prima. Pensate ai contenitori di sostanze tossiche come diserbanti, concimi, sostanze organiche come anche urine, sangue ecc. Non è quindi sufficiente lavare un contenitore in plastica qualunque per utilizzarlo in cucina.

Pensate che tutti gli imballaggi, per poter essere utilizzati a contatto con gli alimenti devono superare le prove di migrazione. Il produttore esegue delle prove per vedere se quel contenitore a contatto con l’alimento o una certa categoria di alimenti cede delle sostanze oppure no e in quale misura. Queste valutazioni vengono fatte in tutte le situazioni in cui si troverebbe quell’alimento, comprese le nostre case. Una volta superate tutte le prove, si produce un certificato di conformità.

Da molti anni in Italia e in Europa ci sono leggi che regolamentano il settore dei materiali e oggetti a contatto con alimenti (MOCA).

È chiaro che un contenitore pensato e costruito per il gelato può, ad esempio non essere adatto per contenere l’olio. Per questo motivo nelle cucine dei ristoranti non si possono riutilizzare i contenitori di un cibo per conservarne un altro ma si devono usare contenitori adatti a tutti i cibi di plastica o altri materiali come ad esempio il vetro.

Le sostanze che possono trasferirsi dalla plastica agli alimenti possono essere state aggiunte intenzionalmente come addittivi con funzioni precise (lubrificanti, coloranti, stabilizzanti ecc) o essere sostante impiegate nella polimerizzazione (solventi, adesivi ecc) o essere prodotti di neoformazione (ad esempio originati dalla decomposizione spontanea della plastica). Tutte queste sostanze possono MIGRARE dal contenitore all’alimento.

Questo passaggio avviene con modalità che dipendono dal tipo di materiale del contenitore, dal tipo di cibo, dalle condizioni di stoccaggio e dal tipo di migrante.

I composti a basso peso molecolare possono migrare spontaneamente anche senza contatto diretto con l’alimento perché si trasferiscono in fase gassosa.

Un altro tipo di migrazione invece avviene per diffusione ed è tipica di sostanze con più alto peso molecolare e solubili, per esempio, nella matrice lipidica di un alimento. In questo caso, materiale e alimento devono essere in contatto e il passaggio avviene rapidamente.

Le sostanze poco diffusive migrano in maniera particolare. Esempio: formaggio avvolto da film = un componente del formaggio migra nel film modificandone lo stato ed aumentandone la diffusività.

Insomma l’argomento è molto più complicato di così ma spero che il senso sia passato.

Vi è stata utile questa informazione?

Laura Faedda

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