Su questo argomento ne ho sentite e continuo a sentirne di cotte di crude.Iniziamo facendo un’importante distinzione.

In tutti gli alimenti che compriamo confezionati è presente un’etichetta che, per legge, deve fornire una serie di informazioni importanti.

Una di queste informazioni è la data di scadenza o il così detto termine minimo di conservazione (TMC). Che differenza c’è tra queste diciture?

Fonte: http://pin.it/07r3_Ix

La data di scadenza la riconoscerete quando troverete scritto: “da consumarsi entro il…” e in questo caso bisogna fare attenzione in quanto si tratta di prodotti freschissimi, deperibili e delicati.

Faccio un esempio particolare, il latte fresco. In questo caso la data di scadenza è fissata per legge a prescindere dalla qualità del prodotto allo scadere del tempo.

Ogni prodotto ha una vita di scaffale detta anche Shelf Life (SL) e nel caso del latte è di 6 giorni a partire dalla data di produzione.

Io che lavoro proprio nel settore lattiero caseario vi posso garantire che il latte fresco mantiene le sue caratteristiche per più di 6 giorni se, naturalmente, si rispetta sempre la catena del freddo e le comuni norme igieniche nel maneggiare la confezione (vi consiglio vivamente di NON bere direttamente dalla bottiglia). 

Quando invece abbiamo a che fare con la TMC, troveremo la dicitura: “consumare preferibilmente entro il…” e in questo caso significa che il produttore garantisce che il prodotto si mantiene inalterato per tutta la durata della SL ovvero dalla data di produzione sino alla data indicata come TMC. 

Questo non significa che il prodotto diventi pericoloso ma magari perde alcune delle sue caratteristiche organolettiche, magari le fette biscottate saranno meno croccanti ecc.

Abbiamo un margine da considerare che sarà tanto più grande quanto sarà lunga la SL.

Quindi se consumiamo il latte UHT due mesi oltre la sua TMC (che potrebbe essere di 4 mesi) sarà diverso dal caso in cui decideremo di consumare una un prodotto una settimana dopo la TMC indicata se questo ha una SL di un solo anno.

Chiaramente bisogna considerare sempre le condizioni di conservazione che devono essere quelle indicate dal produttore.

Altro esempio che mi piace sempre fare è quello dello yogurt che è anche lui particolare.

Come tutti ormai saprete il punto di forza dello yogurt sono i fermenti lattici VIVI.

Perché ho evidenziato “vivi”? Perché la legge impone che allo scadere del tempo lo yogurt mantenga almeno un certo numero di quei famosi batteri ancora vivi e attivi per i quali paghiamo. 

Questo perché nello yogurt fresco i batteri sono moltissimi ma via via diminuiscono perché ad un certo punto inizia a scarseggiare la loro fonte di energia. 

Capirete che consumare uno yogurt scaduto anche da una settimana non comporta danni al nostro organismo anche se consumato tal quale, figuriamoci se lo utilizziamo per fare ad esempio una torta. In quest’ultimo caso non fa alcuna differenza usarlo più o meno fresco perché con la cottura i batteri morirebbero comunque.

Magari io farei un po’ più di attenzione con i piatti pronti specialmente composti da molti ingredienti e da consumare freddi (tipo insalate di riso per intenderci) che, essendo particolarmente delicati (perché soggetti a molta manipolazione), potrebbero avere una carica batterica notevole allo scadere della SL.

Ma come si stabilisce una SL? 

Si producono diversi lotti di un certo prodotto, ciascuno costituito da un certo numero di unità campionarie che verranno analizzate in tempi diversi ma sempre maggiori per essere sottoposte ad analisi fisiche, chimiche, microbiologiche e organolettiche sino ad un certo deterioramento del prodotto. 

Quando questo deterioramento è giudicato inaccettabile ci si ferma e si stabilisce la durata della SL sulla base dei risultati ottenuti.

Quindi, per lo stesso prodotto possono esserci SL differenti (tranne alcuni casi come quello del latte fresco) e dipendenti dalle scelte del produttore che si baserà sullo studio di SL e talvolta anche su motivazioni commerciali (ma in questo caso potrebbe accorciare e non allungare la SL).

Riflettendo su quanto ho scritto sino ad ora si capisce quanti sprechi si potrebbero evitare nelle nostre case.

Quindi la risposta alla domanda nel titolo di questo post è: dipende!

Spero di aver chiarito qualche dubbio ma nel caso contrario rimango a vostra disposizione.

Laura Faedda

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