C’era una volta (ma, tranquilli, c’è ancora) una mia conoscente che si era autodiagnosticata una intolleranza al lattosio.

Fonte: http://pin.it/PGvWBAs
Aveva iniziato con una dieta ad esclusione in tempi ancora difficili perché reperire cibi senza lattosio era davvero un’impresa pazzesca.

Il risultato è che le è sembrato di sentirsi meglio. 

Lo credo, aveva rinunciato di punto in bianco agli alimenti da sempre onnipresenti nella sua alimentazione e di cui andava ghiotta consumandone sicuramente più del necessario.

Via latte e quasi tutti i formaggi come prima cosa, poi via praticamente tutti i dolci e i cibi industriali (quelli insospettabili ma che nascondono bene il lattosio) come ad esempio il prosciutto cotto.

In quegli anni la legge sull’etichetttatura non è come la conosciamo oggi e il consumatore, in fatto di ingredientistica e allergeni non era tanto informato.

Insomma, lei si è sentita subito più sgonfia, è dimagrita e si è ancora più convinta di avere dei problemi con il lattosio.

È arrivata al punto di comprarsi un integratore dell’enzima lattasi che pensava di non avere (e invece non era così) pur di concedersi ogni tanto qualche sgarro.

Peccato che la lattasi è un enzima inducibile e se si smette di assumere lattosio o se si inizia ad assumere l’enzima dall’esterno, il nostro corpo smette di produrlo.

Per questo motivo è importantissimo essere sicuri di essere veramente intolleranti al lattosio facendo il breath test che è l’unico esame scientificamente provato per questo scopo.

La mia conoscente non era affatto intollerante al lattosio e stava rinunciando ad una categoria di alimenti inutilmente rendendo più complicata anche la vita sociale.

La tentazione di frugare su internet è pazzesca per tutti ma fare autodiagnosi è sempre sbagliato.

Ci sono in giro moltissimi test per le intolleranze che non sono accettati dalla medicina tradizionale semplicemente perché non forniscono risultati RIPETIBILI e certi. Questo tipo di test sono in genere semplici e poco invasivi ma soprattutto sono cari, hanno un pessimo rapporto qualità – prezzo ma sono venduti benissimo da ottimi commercianti…

I sintomi che spesso vengono utilizzati per formulare queste autodiagnosi o diagnosi che si avvalgono di metodi discutibili, sono molto generici e necessitano di approfondimento perché potrebbero essere legati a patologie anche molto serie.

Inoltre mi preme moltissimo evidenziare che eliminare certi alimenti senza un motivo certo può essere molto dannoso perché potremmo perdere la capacità di digerire un certo alimento come spiegato nell’esempio del lattosio. Persa questa capacità potremmo avere dei problemi alla reintroduzione dell’alimento ingiustamente incriminato.

È importantissimo che sia UN MEDICO a stabilire se una persona è intollerante o allergica ad un alimento.

Laura Faedda

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