Se leggendo il mio precedente post avrete provato rabbia e preoccupazione, con questo voglio regalarvi una speranza. Per fortuna i ricercatori, con la loro infinita pazienza, determinazione e passione per il loro lavoro che assomiglia più ad una missione, sono sempre all’opera.

La ricerca si sta indirizzando a studiare meglio gli oli essenziali (OE) che sono complesse miscele di sostanze organiche estratte da piante aromatiche mediante distillazione in corrente di vapore o spremitura che possono essere associate alla terapia antibiotica per potenziarne l’effetto.

Gli OE rappresentano una speranza per averla vinta sui cosiddetti superbatteri che hanno la capacità di resistere agli antibiotici che al momento sono l’unica arma che ci rimane per combatterli.

Per ora possiamo contare su numerosi studi in vitro nei confronti dello S. aureus e della Candida.

Gli OE di maggior successo sono sono quelli di Thymus vulgaris e Zataria multiflora che riescono ad inibire la crescita di S.aureus meticillino resistente (MRSA). 

Fonte: http://pin.it/4dhDao7

Invece Zataria multiflora, Lavandula luisieri, Lavandula angustifolia e Lavandula stoechas hanno mostrato effetti sinergici associati ad antibiotici sempre contro MRSA.

Sono molto interessanti anche gli OE estratti da piante della famiglia delle Myrtaceae contro i batteri e della famiglia delle Lamiaceae contro funghi come la Candida.

A non essere completamente chiaro è il meccanismo di azione degli OE perché i componenti attivi sono numerosi e questo può giocare un punto a favore anche per impedire che si instaurino delle resistenze da parte dei batteri o comunque potrebbero fornirci un certo vantaggio prezioso.

Al momento la ricerca è ferma a studi in vitro e su modelli animali.

Per ora dobbiamo accontentarci di un impiego ad uso topico per prevenire infezioni cutanee o mucosali.

Se da una parte gli antibiotici agiscono sui batteri interferendo su meccanismi fondamentali per la cellula batterica, gli OE vanno a disgregare gli involucri batterici senza lasciare che i batteri si organizzino per trovare un modo di sopravvivere sviluppando quindi la tanto temuta resistenza.

Utilizzando alcuni OE in sinergia con gli antibiotici si potrebbe ridurre anche di 100 volte la dose di quesi ultimi raggiungendo l’obiettivo di uccidere definitivamente i batteri.

Un recente studio in vitro ha dimostrato che un componente dell’OE di timo riesce ad uccidere lo Streptococcus pyogenes responsabile della faringotonsillite nei bambini agendo in sinergia con l’eritromicina alla quale questo batterio è oramai diventato resistente.

Insomma siamo ancora parecchio indietro con la sperimentazione sulla somministrazione a livello sistemico ma bisogna essere ottimisti per il futuro.

La risposta sarà sicuramente nella natura che ci circonda, dobbiamo solo individuare la strada giusta e per questo confidiamo nel prezioso lavoro dei ricercatori ai quali auguriamo BUON LAVORO!


Laura Faedda

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