Da ora in poi pensateci bene prima di lanciare il classico mattarello contro vostro marito o vostra moglie, vi suggerisco un’arma molto più spaventosa…

Purtroppo durante la mia carriera da microbiologa non mi è mai stato possibile indagare in un mondo che mi ha sempre incuriosito molto, quello delle spugne che utilizziamo per pulire e per pulirci.Lo so, sto per scrivere uno di quei post degli orrori che non vorreste mai leggere e sono sicura che proprio questo, più degli altri, si giocherà il primo posto in classifica, scommettiamo?

Fonte: http://pin.it/y2R4qmO

Bene, proprio a luglio del 2017 è stato pubblicato uno studio condotto da Massimiliano Cardinale e i suoi colleghi (link all’articolo) che hanno analizzato le spugne utilizzate in cucina dal punto di vista microbiologico. Hanno quindi identificato tutti i batteri che colonizzano le spugne comunemente utilizzate in cucina; cosa hanno scoperto?

Non voglio tediare con dettagli tecnici i non addetti ai lavori quindi semplificherò al massimo e andrò dritta al punto. Chi vorrà saperne di più potrà seguire il link all’articolo che ho riportato sopra.

Secondo voi quali ambienti di casa sono i più contaminati da batteri? Sicuramente vi verranno in mente almeno il bagno e la cucina.

Ricordiamoci che i batteri per sopravvivere hanno bisogno tra le altre cose di una certa umidità, di nutrienti e il nostro corpo sicuramente svolge un importante ruolo di vettore.

Forse rimarrete stupiti nel sapere che la cucina risulta molto più sporca in termini di abbondanza batterica rispetto al bagno.

È proprio in cucina infatti che noi processiamo tutti gli alimenti che entrano “sporchi” e vengono ripuliti e manipolati per essere cucinati.

Ma sapete quali sono i maggiori serbatoi microbici presenti in cucina? Sono proprio le spugne che possiamo considerare una vera e propria arma batteriologica!

Pensate che le spugne sono seconde in classifica dopo gli scarichi domestici per il loro carico di coliformi (organismi presenti ovunque, alcuni di loro abbondano nel materiale fecale e per questo sono utilizzati come indicatori di inquinamento sia delle acque sia degli alimenti).

Le spugne non solo fungono da serbatoio ma trasportano il loro contenuto diabolico ovunque generando infinite contaminazioni crociate. Quindi, pensando di pulire in realtà continuiamo a sporcare e a spargere batteri in ogni dove contaminando anche noi stessi che a nostra volta continuiamo a contaminare le spugne instaurando un circolo vizioso senza fine.

Spugna vista al microscopio, sono presenti colonie di funghi e batteri. Fonte: http://pin.it/jtoftok

La vera cattiva notizia è che non c’e modo di pulirle davvero e dallo studio in questione è emerso che quelle ripulite mediante microonde o bollitura risultano più pericolose di quelle pulite in maniera più blanda. Incredibile vero? Eppure microbiologicamente ha molto senso. I metodi di sanificazione delle spugne sopra indicati effettivamente riducono in maniera sostanziale la carica batterica abbattendone più della metà ma con queste operazioni andiamo a selezionare i batteri che riescono a sopravvivere che quindi si riproducono indisturbati ricolonizzando la spugna appena pulita in men che non si dica. Praticamente andiamo a favorirli eliminando i loro concorrenti più deboli e via via ci ritroviamo con una bella selezione di batteri super resistenti.

Pensate alla pericolosità delle spugne in certi ambienti come ad esempio gli ospedali, scuole, mense, case di cura e di riabilitazione dove anziani, immunodeficienti e bambini vengono esposti a contaminazioni che possono provocare grossi problemi di salute.

I ricercatori, al termine del loro lavoro, consigliano di cambiare le spugne una volta alla settimana invece che provare a sanificarle.

Personalmente, in cucina, io uso solo la carta usa e getta per pulire le superfici. Le spugne mi hanno sempre fatto molto senso. Comunque non userei mai una spugna per pulire una superficie molto sporca. Pensate ad esempio a quando manipolate della carne…

Per quanto riguarda i piatti io uso tantissimo la lavastoviglie che offre maggiori garanzie di igiene e determina meno spreco di acqua e detersivo. Qualche stoviglia tuttavia devo lavarla a mano e uso per forza la spugna.

In bagno purtroppo non riesco ad utilizzare la carta durante le pulizie e lo scenario si fa inevitabilmente più raccapricciante! Sto iniziando a valutare le salviette monouso contenenti un detergente-disinfettante studiate appositamente per pulire il bagno…

Che fare quindi?

Questo è uno di quei casi dove è meglio arrendersi e quindi gettare la spugna! Sicuramente ci conviene seguire i consigli dei ricercatori e cercare di cambiare le spugne settimanalmente.

Per quanto riguarda le spugne per l’igiene del corpo vale lo stesso discorso ma io vi confesso che ormai saranno almeno 20 anni che non le uso più. Molto più igienico applicare semplicemente il detergente con le mani.

Adesso siete d’accordo con me? Questo post merita il primo posto in classifica tra i miei post degli orrori?

Laura Faedda

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