Lavorando in un’azienda che produce latte e derivati ho un sogno nel cassetto.

Vorrei che tutto il latte provenisse da allevamenti etici. Purtroppo in Italia siamo sempre indietro quando si tratta di questi passi avanti o forse indietro (dipende dal punto di vista) ed è già difficile trovare il latte semplicemente biologico. Oltretutto bisogna fare i conti con le esigenze dell’industria che per andare avanti ha bisogno che tutti gli ingranaggi funzionino e spesso desiderare certe cose non è sufficiente per realizzarle davvero. Ecco perché è un sogno, almeno per ora.

Intanto in UK, i supermercati ASDA offrono la possibilità di acquistare il latte con il marchio “Pasture Promise” ottenuto da bovine che trascorrono almeno 180 giorni al pascolo.

Il free Range Dairy network certifica inoltre che gli animali seguono un’alimentazione naturale composta dal 60%di foraggio e dal 40% di un mix di cereali e proteine naturali.

Alla fine il prodotto costa dal 20 al 50%in più per permettere a tutta la filiera di rientrare nelle spese.

Fonte: http://pin.it/grewAoB

In Italia iniziano ad affacciarsi nuove timide iniziative che vanno da vere e proprie prese in giro commerciali (tipo certificazioni che attestano che gli allevamenti seguono un programma strutturato di valutazione del benessere animale) a qualcosa di più interessante come il latte di capra biologico 100% piemontese (marchio BiancoViso) proveniente esclusivamente da animali allevati in libertà.

Il latte biologico garantisce un po’ più di attenzione all’aspetto etico rispetto a quello oramai considerato tradizionale.

Le vendite del latte biologico sono decisamente promettenti e, quando è così, vediamo che le aziende leader sul mercato non si fanno certo scappare l’occasione.

Ma, forse vi sarete chiesti, oltre all’aspetto etico, che vantaggi possiamo avere a livello salutistico e nutrizionale in genere a consumare latte biologico invece che latte “convenzionale”?

Dobbiamo considerare i seguenti aspetti:

1) la qualità del grasso: gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) sono fortemente influenzati dalla dieta dell’animale e per l’uomo sono fondamentali. Il mantenimento di un rapporto corretto omega 6/omega 3 è importante nella prevenzione di malattie cardio-vascolari e fattori di rischio per l’arterosclerosi, patologie immunoallergiche e cutanee e patologie congenite del metabolismo. Nell’alimentazione occidentale, la bilancia pende purtroppo a favore degli acidi grassi omega 6 (rapporto tra 15:1 a 20:1). Per questo motivo bisogna integrare gli omega 3 sino a raggiungere un rapporto omega6/omega3 di 4:1 e ridurre così il tasso di mortalità del 70%. In questo caso vince sicuramente il latte biologico molto più ricco di omega 3 rispetto a quello convenzionale. Nel latte biologico troviamo anche cinque volte più CLA (Conjugated Linoleic Acid) rispetto al latte convenzionale. I CLA hanno effetti anticarcinogenici, antiadipogenici, antidiabetici e antiaterogenici.

2) le vitamine: nel latte biologico troviamo più alfa-tocoferolo e beta-carotene poiché gli animali si nutrono al pascolo.

Di contro, il contenuto di Iodio è più basso nel latte biologico, che assicura una copertura del 13%, rispetto al 21% assicurata dal latte convenzionale.

Insomma, l’alimentazione è importante perché influenza i prodotti di origine animale che noi consumiamo con un impatto considerevole sulla nostra salute e il nostro benessere.
A questo punto, potendo scegliere, non preferireste consumare un po’ meno latte ma di qualità migliore e prodotto nel rispetto degli animali spendendo alla fine lo stesso tanto?

Laura Faedda