I semi di lino sono entrati a far parte della mia lista della spesa solo da pochi anni. Prima del loro ingresso nella mia cucina li conoscevo perché mio padre li usava per preparare “il pastone” da dare ai cavalli in modo che avessero un manto tanto lucido da fare invidia a Furia il cavallo dell’West. Dimenticava però che Furia beveva caffè per curare il suo manto mica mangiava i semi di lino ma vabbè, tralasciamo!

In seguito ho avuto a che fare con i semi di lino nell’ambito dei miei studi di zootecnia poiché vengono somministrati di sovente alle bovine in lattazione con notevoli benefici tra i quali l’aumento della produzione di latte con caratteristiche sensoriali e salutistiche significative; il tutto diminuendo la mobilitazione dei grassi corporei di deposito.

Grazie all’aneddoto sul “pastone” si intuiscono subito le proprietà cosmetiche e avrete già notato che esistono molti prodotti per capelli a base di semi di lino. Per questo vi suggerisco di seguire i consigli delle mie colleghe di FoodAndBeauty esperte in cosmetica.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei semi di lino in cucina invece è interessante sapere che sono ottimi per sostituire le uova in molte preparazioni. È sufficiente infatti macinare un cucchiaio di semi di lino con un macinacaffè (o simile) e mescolarlo con 3 cucchiai di acqua per sostituire un uovo.

Ma quali sono le preziose proprietà dei semi di lino? Facendo un giro su PubMed ne ho scoperto diverse ma voglio parteciparvi subito una mia riflessione. Quasi la totalità degli studi scientifici che ho letto hanno utilizzato animali per studiare le fantastiche proprietà nutrizionali dei semi di lino. La scoperta dell’acqua calda direte voi, infatti, avete ragione. Mi sono chiesta però se chi è vegano o vegetariano principalmente per motivi etici sia consapevole della sofferenza che i ricercatori causano alle loro cavie quando testano alimenti anche di origine non animale. Con questo non voglio dire che bisogna escludere gli alimenti oggetto di questi studi ma in me c’è sempre la speranza che si possa trovare una valida alternativa a queste orribili pratiche. D’altronde la razza umana è tanto intelligente…

Quindi cosa ho scoperto? Iniziamo con uno studio fatto utilizzando delle cavie umane, donne per l’esattezza.

Pare che 30 grammi di semi di lino macinati al giorno utilizzati per due cicli mestruali abbiano diminuito la durata del doloreperiodico al seno. Interessante visto che, chi soffre di questo disturbo deve aspettare la menopausa per finire di soffrire.

Pensate che questo dolore interferisce con l’attività sessuale nel 48% dei casi, nel 37% dei casi sull’attività fisica e sulla vita sociale nel 12% dei casi. Le cause di questo disturbo sono la diminuzione del progesterone, l’aumento della prolattina e l’aumento degli estrogeni.

I semi di lino sono tra gli alimenti più studiati per quanto riguarda le possibili relazioni con il cancro al seno. La grande quantità di lignani in essi contenuta svolge un’azione simile al tamoxifene usato nelle terapie antitumorali. Pare che l’assunzione di semi di lino in combinazione con tamoxifene sia più efficace del tamoxifene assunto da solo nel ridurre la dimensione del tumore al seno. Inoltre i semi di lino sono importanti nella prevenzione del tumore al seno in donne durante il periodo post menopausa. Nei maschi invece si è dimostrata la capacità di ridurre il rischio di cancro alla prostata.

L’introduzione nella dieta dei semi di lino può avere anche un ruolo importante nella prevenzione della carcinogenesipolmonare agendo anche sull’infiammazione e sullo stress ossidativo.

L’olio di semi di lino ha dimostrato di avere un effetto antidepressivo paragonabile alla fluoxetina (Prozac) nel caso di depressione postpartum nei ratti grazie al contenuto di acidi grassi polinsaturi (PUFA) senza compromettere l’attività locomotoria.

Se preferite assumere i semi di lino interi sappiate che consumati per un periodo maggiore di 12 settimane possono abbassare leggermente la pressione sanguigna (specialmente la diastolica) in tutti i periodi della vita ma specialmente nei periodi di gestazione e allattamento.

Inoltre l’olio di semi di lino si è dimostrato protettivo della mucosa intestinale in caso di colite indotta da acido acetico nei topi e in caso di lesione intestinale indotta da lipopolisaccaride nei maiali migliorando l’integrità intestinale e la funzione di barriera.

La farina di semi di lino contribuisce alla salute delle ossa migliorando la densità minerale ossea e la resistenza del femore a 180 giorni in ratti maschi adulti.

Non mancherà occasione in futuro per scrivere ancora sulle proprietà dei semi di lino ma prima di concludere questo primo appuntamento vi informo che c’è stato un primo caso diagnosticato di shock anafilattico causato dall’ingestione di mezzo cucchiaino di farina di semi di lino 30 minuti prima di provocare gonfiore facciale, mancanza di respiro e orticaria in tutto il corpo.

Protagonista del caso è stata una donna di 42 anni coreana. La diagnosi è stata confermata con test cutaneo intradermico.

È vero che dal 1930 si sono registrate poche reazioni di ipersensibilità ma è anche vero che il consumo di semi di lino sta aumentando grazie alle caratteristiche che lo fanno rientrare a pieno merito nella categoria di super food quindi non è da escludere che i casi di ipersensibilità in futuro possano aumentare.

Se vi è venuta voglia di scoprire alcuni utilizzi in ambito cosmetico e culinario vi invito a fare un tour nei blog delle mie colleghe di FoodAndBeautyiniziando proprio da Spignattidea che ci propone…scopritelo cliccando sulla foto della sua creazione!

Buon viaggio!

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