Pensavo da tempo di scrivere qualcosa sull’argento colloidale ma la vastità di materiale che ho raccolto era tale da farmi rimandare più volte. Questa vota, visto che l’argomento mi sta particolarmente a cuore dal punto di vista microbiologico, ho deciso di scrivere suddividendo il post in più parti legate tra loro.

Le informazioni che ho selezionato derivano dal Journal of Applied Microbiology (Volume 123, numero 5) e in particolare da una review di K. Naik e M.Kowshik.

L’argento colloidale è stato usato come forte antibiotico naturale ad ampio spettro sin dalla fine dell’800 senza effetti collaterali per oltre 100 anni.

Fonte: https://pin.it/ckrqlvs7r7ewji

Gli antichi greci usavano stoviglie d’argento che conferivano proprietà antimicrobiche e impedivano loro di contrarre malattie infettive.

L’argento ha una lunga storia in medicina e veniva usato ancor prima di scoprire che i microbi fossero responsabili delle infezioni.

Ippocrate usava preparazioni d’argento per curare ulcere e per guarire le ferite.

Negli ultimi anni il nanoargento è stato molto studiato dalla comunità scientifica per le sue potenziali applicazioni antimicrobiche.

I prodotti a base di nanoargento sono utilizzati negli imballaggi per conservare gli alimenti, impianti e dispositivi medici, abbigliamento e tessuti, disinfezione e depurazione dell’acqua, produzione di cosmetici e prodotti per la cura della persona ecc.

Sebbene l’argento venga utilizzato con successo per applicazioni topiche, il suo utilizzo è limitato in caso di applicazioni mediche che richiedono ingestione orale o inalazione.

La preoccupazione principale associata a queste applicazioni è il rischio di accumulo di argento nel corpo come metallo pesante.

L’argento può essere molto benefico per la salute ma se usato in eccesso può essere potenzialmente dannoso. L’utilizzo occasionale e a breve termine di quantità minime di argento è da preferire rispetto all’utilizzo di quantità eccessive per lunghi periodi specialmente in caso di somministrazione orale o inalazione.

Ora prendiamo una lente di ingrandimento e andiamo a indagare sulle attività antimicrobiche dell’argento.

Gli ioni d’argento e i composti a base di argento possiedono forti effetti biocidi su microorganismi tra cui batteri, funghi, lieviti e virus.

L’argento si può trovare in diverse forme come elementare/metallico, ionico, nanoargento (1-100 nm) e colloidale (1-1000 nm). Le ultime tre forme sono da preferire rispetto alla forma metallica perchè le dimensioni sono più piccole e hanno una maggiore efficacia antimicrobica.

L’attività antibatterica del nanoargento è stata dimostrata contro un’ampia gamma di batteri Gram positivi e Gram negativi. Dosi micromolari di argento ionico sono sufficienti per uccidere i batteri nell’acqua.

Il nanoargento è anche efficace contro i ceppi di organismi resistenti a potenti antimicrobici chimici inclusi batteri come S. aureus meticillino-resistente (MRSA), S. epidermidis resistente alla meticillina, Enterococco resistente alla vancomicina ecc.

È stato anche dimostrato che l’argento decima la maggior parte di ben noti patogeni batterici che causano gravi infezioni secondarie durante un’infezione virale come Streptococcus pneumoniae, Corynebacterium diphtheriae, Neisseria gonorrhoeae, Klebsiella pneumoniae, Haemophilus influenzae, Bordetella pertussis e Mycobacterium. Questi batteri possono causare complicanze tra cui polmonite, bronchite, congiuntivite, sinusite, otiti medie e altre malattie croniche come l’asma.

L’attività antifungina di nanoparticelle di argento è stata dimostrata contro Candida albicans e Candida glabrata che sono le cause piu comuni di mughetto orale e stomatite dentale. Infezioni come queste sono molto difficii da trattare perché i microrganismi fungini coinvolti formano biofilm protettivi che impediscono il funzionamento dei farmaci antimicotici prescritti. Poiché le nanoparticelle sono molto stabili nel mezzo liquido viene proposto il loro utilizzo come soluzione per il collutorio.

Le nanoparticelle di argento hanno una notevole attività antifungina contro C. albicans e Trichophyton mentagrophytes, la causa delle infezioni fungine dei capelli, della pelle e delle unghie. L’attività antimicrobica dell’argento è risultata paragonabile all’Amfotericina B, uno dei più potenti farmaci antifungini prescritti e superiore al ben noto fluconazolo antifungino.

Le nanoparticelle d’argento potrebbero anche essere utilizzate come trattamento efficace per le infezioni fungine degli occhi.

L’attività antivirale dell’argento in una varietà di forme compreso l’argento colloidale è stata dimostrata attraverso quasi tre decenni di ricerca medica. L’argento può impedire a diversi tipi di virus di replicarsi semplicemente legandosi a loro. L’argento è così potente contro i virus che impedisce persino al virus mortale dell’HIV di infettare le cellule umane. Le nanoparticelle di dimensioni variabili da 1 a 100 nm sono efficienti perché interagiscono meglio con i virus.

È stato dimostrato che l’argento colloidale mostra una notevole efficacia contro il virus del vaiolo.

Il nitrato d’argento è capace di inattivale il virus dell’ Herpes simplex (tipo I e II). Nanoparticelle di argento hanno inibito il virus del Monkeypox in vitro.

Nanoparticelle di argento interagiscono con il virus dell’epatite B prevenendo la replicazione in vitro.

La letteratura medica riporta che l’argento è virucida contro oltre 24 virus. Oltre 200 ceppi virali noti per causare infezioni nel tratto respiratorio superiore tra cui la maggior parte dei virus influenzali soccomberanno alle potenti qualità antivirali di particelle molto piccole di argento oligodinamico.

Ma quali sono i meccanismi grazie ai quali l’argento può svolgere la sua attività antimicrobica?

Se siete curiosi seguitemi nel prossimo post…

Laura Faedda

Fonte immagine: https://pin.it/ckrqlvs7r7ewji

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