Siete arrivati all’ultimo post che ho dedicato all’argento. Se vi siete persi i post precedenti potete leggere la parte 1, la parte 2 e la parte 3.

Un aspetto che ho trovato molto interessante tra tutti gli altri è sicuramente la sinergia che si crea traargento e antibiotici.

Come ormai sappiamo, l’antibioticoresistenza sta diventando un grosso problema difficile da risolvere. Gli scienziati sono molto impegnati a trovare nuove molecole capaci di combattere i batteri oramai sempre più resistenti agli antibiotici che usiamo da tempo.

È stata osservata una migliore efficacia contro gli agenti patogeni quando nanoparticelle di argento sono state usate in combinazione con 26 diversi antibiotici come ampicillina, kanamicina, eritromicina, cloramfenicolo, penicillina G, amoxicillina, eritromicina, clindamicina e vancomicina. Non è stato osservato nessun effetto citotossico dell’argento nei confronti di cellule di mammifero. Inoltre è stato osservato che un ceppo di Escherichia coli noto per essere resistente all’ampicillina si è mostrato invece sensibile all’associazione di ampicillina e argento.

È stato dimostrato che la dispersione in acqua di argento funziona in sinergia con gli antibiotici e produce un effetto ossidativo se usato in combinazione con essi.

Gli antibiotici possono causare antibioticoresistenza ma l’associazione con l’argento può uccidere 10-1000 volte più batteri. Questo perché l’argento aumenta la permeabilità della membrana che consente a più antibiotici di entrare nelle cellule batteriche.

L’uso di argento colloidale in combinazione con antibiotici può essere una strategia efficace a causa della sua bassa tossicità e alta attività terapeutica contro i microrganismi patogeni.

DISTURBI PIASTRINICI DEL SANGUE

Le terapie anticoagulanti sono associate a gravi complicanze emorragiche poiché il dosaggio esatto può essere difficile. Quantità eccessive di anticoagulante possono causare perdite di sangue mentre poco anticoagulante può ostruire le arterie del paziente. Il nanoargento ha una proprietà antiaggregante innata. Previene efficacemente le risposte piastriniche sia in vivo che in vitro in modo dipendente dalla concentrazione.

Le particelle di nanoargento hanno efficacemente controllato l’aggregazione delle piastrine indipendentemente dalla malattia che l’ha causata.

EFFETTO ANTIOSSIDANTE DELL’ARGENTO

In uno studio è stato utilizzato il solvente CC1 (tossina per i reni e fegato) per danneggiare il fegato dei topi. Successi i topi sono stati trattati con nanoparticelle di argento.

È stato osservato che che l’argento ha curato i topi dalla maggior parte del danno epatico causato dalla tossina. L’argento è stato efficace nel ripristinare tutti i parametri biologici in tutti i gruppi intossicati.

Questo effetto epatocurativo dei fegati dei topi danneggiati è stato attribuito al potere antiossidante dell’argento.

In un modello murino di malattia alle vie aeree su base allergica è stata valutata l’azione dell’inalazione di nanoparticelle di argento sulla iper-reattività e infiammazione delle vie aeree e per indagare i relativi meccanismi molecolari.

I risultati hanno indicato che le nanoparticelle di argento possono attenuare l’infiammazione delle vie aeree indotta dall’antigene e iper-reattività. Una delle basi molecolari nel modello murino di asma potrebbe essere l’effetto antiossidante delle nanoparticelle di argento.

Questi risultati possono fornire un potenziale meccanismo molecolare delle nanoparticelle di argento nella prevenzione o nel trattamento dell’asma.

GUARIGIONE DELLE FERITE E RIGENERAZIONE OSSEA

Per la prima volta negli anni 70 venivano usati ioni di argento generati elettricamente per trattare casi gravi di osteomieliteresistente agli antibiotici, un’infezione delle ossa che causa grandi ferite nella carne.

In questo studio gli ioni di argento sono stati generati direttamente in ferite aperte infette mediante l’uso di un piccolo generatore di argento colloidale a batteria funzionante a 0,9 volt.

È stato osservato che l’argento ha effettivamente ucciso i microrganismi che hanno causato la malattia e ha anche innescato la ricrescita del tessuto e dell’osso nel sito dell’infezione.

In un altro studio la rigenerazione tissutale locale nell’uomo è stata indotta usando ioni d’argento generati direttamente nel corpo umano passando una minuscola corrente elettrica attraverso aste o reti di argento impiantate chirurgicamente.

I risultati ottenuti hanno indicato che gli ioni d’argento potrebbero stimolare la guarigione delle ferite e la rigenerazione dei tessuti eliminando le infezioni e innescando un processo chiamato de-differenziazione cellulare.

TOSSICOLOGIA

L’argento mostra bassa tossicità nel corpo umano e si prevede un rischio minimo a causa dell’esposizione clinica per inalazione, ingestione, applicazione cutanea o per via urologica o ematogena.

Tuttavia, l’esposizione professionale o cronica a lungo termine tramite ingestione o inalazione di argento può portare alla deposizione di particelle d’argento nella pelle e negli occhi definiti come Argiria.Questa condizione non è mortale ma esteticamente indesiderabile.

Quando l’argento viene assorbito nel corpo umano, entra nella circolazione sistemica come un complesso proteico che viene poi eliminato dal fegato e dai reni.

Attenzione, l’argento può essere estremamente benefico per il corpo umano se usato entro i limiti ma potenzialmente dannoso se usato in eccesso.

Quindi, al fine di usare i potenziali benefici medici dell’argento, sono richiesti ulteriori studi.

Spero che vi siate appassionati quanto me a questo argomento. Se avete esperienze in merito fatemi sapere nei commenti.

Laura Faedda

Le informazioni che ho selezionato derivano dal Journal of Applied Microbiology (Volume 123, numero 5) e in particolare da una review di K. Naik e M.Kowshik

Fonte immagine: https://pin.it/zbxqonwamhzxyo

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