L’autoproduzione di conserve alimentari regala molta soddisfazione a più livelli.

• Ci permette di ottenere prodotti formulati esattamente a nostro gusto

• Ci spinge a condividere la nostra esperienza con le persone alle quali vogliamo bene

• Innesca scambi interessanti tra autoproduttori

• Ci permette di avere maggior controllo sulle materie prime

• Ci spinge ad utilizzare prodotti a filiera corta

• Ci aiuta ad ottimizzare produzioni stagionali riducendo lo spreco

Se non avete mai provato ad autoprodurre una conserva alimentare con le vostre mani, vi sarà capitato di riceverne qualcuna in regalo. Magari una marmellata, un sugo pronto, delle olive in salamoia o altro.

Avrete anche sentito parlare più volte del botulismo.

Ancora una volta si tratta di batteri e in particolare di clostridi produttori di tossine botuliniche. Tra tutti si distingue il Clostridium botulinum.

Pensate che le tossine botuliniche (identificate con delle lettere dalla A alla G) costituiscono il veleno più potente e pericoloso per l’uomo. Ne basta pochissimo per causare la morte.

La tossina A è la più pericolosa e ne basterebbe un solo grammo per uccidere 83 milioni di persone se iniettata in vena e “solo” 14.000 se ingerita.

Benché esistano diverse forme di botulismo come quello infantile e quello da ferita, in questo caso mi riferirò solamente a quello alimentare.

Non per fare la guastafeste ma, visto il pericolo che si potrebbe correre consumando una conserva, vorrei spingervi a leggere le Linee guida messe a disposizione dal Ministero della Salute.

Sapevate che tra tutte le forme di botulismo, quella alimentare è la più frequente? Tra tutti i casi che si verificano, l’80% delle volte è colpa di una conserva alimentare prodotta in ambito domestico.

Ma come si manifesta una infezione da botulino? I sintomi possono evolvere in maniera diversa dipendentemente dal quantitativo di tossina ingerita. Lo sviluppo della malattia può anche essere molto veloce tanto da portare velocemente alla morte.

Il botulismo porta ad una paralisi flaccida, simmetrica e discendente che può portare alla morte.

I sintomi si manifestano dalle 12 alle 96 ore dall’ingestione della tossina.

I sintomi più frequenti sono:

• nausea, vomito, dolori addominali e diarrea

• dficoltà ad alzare la palpebra (ptosi palpebrale) e visione doppia (diplopia)

• incapacità di vedere da vicino, difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti e pupille dilatate (midriasi)

• disturbi alla deglutizione (disfagia), secchezza delle fauci, difficoltà a parlare

• blocco della respirazione

• la persona rimane coscente anche se la paralisi induce a pensare ad uno stato di coma

I malati di botulismo possono essere curati soltanto in ospedale e spesso in terapia intensiva. Se si interviene per tempo si può utilizzare un siero anti-tossine botuliniche.

Adesso che vi siete fatti un’idea, adesso che sapete la fonte del pericolo, pensate che possa valere la pena di seguire i consigli delle Linee guida prima di avventurarvi nell’autoproduzione di conserve alimentari?

Con gli strumenti giusti potrete anche decidere da chi accettare un regalo all’apparenza innocente.

Avete presente la favola di Biancaneve? Se la strega le avesse portato un barattolo di carciofini sott’olio fatto senza leggere le Linee guida? In un colpo solo e nel giro di poche ore, quell’ingenua con lo spirito di condivisione, avrebbe ucciso se stessa e tutti i nani.

Laura Faedda

Fonte delle immagini: Pinterest

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