Vorrei iniziare questo articolo salutando tutti i miei amici perché molto probabilmente smetteranno di esserlo circa a metà articolo. Ciao a tutti, vi ho voluto bene!

Fonte: http://pin.it/Egk-H2h

Per ricollegarmi al mio precedente articolo “A cena nelle case degli altri”, vorrei iniziare con una cosa positiva:

Non devo mai fare la fila in bagno per lavarmi le mani prima di mangiare! Vi sembrerà scontato ma non lo fa mai quasi nessuno.

Quindi, coraggio, confesso che:

  1. Non mangio quasi mai le torte di compleanno dei bambini. Se hanno la copertura di panna montata la raschio via insieme all’impegno di mille soffi per centrare le poche candeline e le ditate furtive.
  2. Faccio attenzione che il pane sia porzionato possibilmente da qualcuno che si è lavato le mani…Per questo mi offro sempre volontaria.
  3. Cerco di arrivare all’ultimo minuto in modo da non vedere e sapere niente. Sono tutti convinti che io sia una ritardataria cronica!
  4. Se ho dubbi o se conosco poco le persone…ecco…vabbè confesso che mangio un po’ prima così vado serena e tranquilla.
  5. Prediligo le portate che non hanno nulla di aggiunto crudo alla fine. Questo è importantissimo anche per le pizze!!!
  6. Se posso porto qualcosa da mangiare fatto da me così sto in una botte di ferro.
  7. Se vedo qualcuno usare le sue posate nel piatto da portata… noooo quì è un casino. Per questo cerco di servirmi sempre per prima una generosa porzione in modo da non dover fare il bis.
  8. Se qualcuno versa il vino e per qualche motivo sotto c’è il mio piatto…ecco, con una maestria degna del mago Silvan, il mio piatto sparisce ma non posso dirvi come faccio altrimenti Silvan non mi insegna più nulla.
  9. A mezzanotte di ogni Capodanno non mi trova nemmeno “Chi l’ha visto” perché non sia mai che mi arrivi una goccia di spumante nei vestiti. Come avrete capito, odio il vino.
  10. Inutile dire che evito come la peste le ciotole da dove pescano tutti (tipo patatine o pop corn) a meno che non si siano contesi con me il lavandino del bagno. 

Beh per oggi direi che posso fermarmi quì ma non posso non dedicare il prossimo articolo ad un’avventura che ho vissuto legata alla psicosi “ma il cibo del contadino dietro casa…sarà davvero genuino?”. Vi anticipo soltanto che c’entrano le galline di mia zia e il terrore della Salmonella.

Ne leggerete delle belle…

Laura Faedda

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